fuoripista
2026
Le madri sanno tutto
Brossura con alette, 124 pagine, 12 x 19 cm
2026
ISBN 9791281265202
14,00 euro
Dodici racconti. Alcuni scritti con ironia e sarcasmo, altri con un tono drammatico e malinconico. Eppure, si potrebbe ben dire che tutti i
protagonisti di questa raccolta siano tormentati dal grande tema dello
smarrimento.
Non si tratta certo di una condizione concreta e feroce, ma piuttosto di un malessere latente che interroga ogni protagonista e lo stringe in un mondo circoscritto, ma non per questo meno doloroso. E così accade che la rabbia di un ventenne ossessivo, che sente di sprecare il tempo per via della pandemia da Covid-19, rappresenti esattamente la stessa tipologia di mancanza di un uomo depresso che elabora i suoi lutti. Oppure, che una donna conosciuta e poi abbandonata su una funicolare abbia la stessa valenza di un ricettario perduto, in un tempo futuro che ancora non sappiamo immaginare.
A fare da sfondo ai personaggi, spesso, punti di domanda: grovigli sottili ma allo stesso tempo tenaci che lo stesso scrittore sembra non saper sciogliere mai. Ne Le madri sanno tutto si cammina lungo il ciglio di un crepaccio: da un lato c’è l’ironia, dall’altro il tormento.
Ogni racconto diventa così un viaggio tra nostalgia e realtà, dove il recupero del passato funge da appiglio per dare un senso a un presente spesso caotico.
Concept grafico
"Le madri sanno tutto" è una memoria personale, una riflessione su frammenti di vita quotidiana. I ricordi ironici e malinconici, dolci e amari dell'intimità familiare aprono una "finestra" personale sull'impatto della pandemia di Covid-19, mettendo a nudo le fragilità e le contraddizioni dell'essere umano.
In copertina una figura di donna a rappresentare le "madri", ma anche il concetto di "casa", l'ambiente fisico in cui la pandemia ci ha rinchiuso. Il protagonista, figurativamente un osservatore affacciato alla finestra, scambia uno sguardo di amorevole intesa con la donna che lo accoglie in seno.
La grafica, come il racconto, diventa un viaggio tra nostalgia e realtà, dove il recupero del passato funge da strumento per dare senso a un presente spesso caotico.




